
19) Orazio. Venere danza e incombe la morte.
    Orazio mette in evidenza il rapporto di unione indissolubile
fra la vita e la morte: la filosofia, che consente di riconoscere
questa unit, pu esecitare una funzione consolatoria

Carminum I, 4 (vedi manuale pagina 197).

    1   Solvitur acris hiems grata vice veris et Favoni,
    2       trahuntque siccas machinae carinas,
    3   ac neque iam stabulis gaudet pecus aut arator igni,
    4       nec prata canis albicant prunis.
    5   Iam Cytherea choros ducit Venus imminente Luna,.
    6       iunctaeque Nymphis Gratiae decentes
    7   alterno terram quatiunt pede, dum graves Cyclopum
    8       Vulcanus ardens visit officinas.
    9   Nunc decet aut viridi nitidum caput impedire myrto.
    10      aut flore terrae quem ferunt solutae;
    11  nunc et in umbrosis Fauno decet immolare lucis,.
    12      seu poscat agna sive malit haedo.
    13  Pallida mors equo pulsat pede pauperum tabernas.
    14      regumque turres. O beate Sesti,
    15  vitae summa brevis spem nos vetat inchoare longam.
    16      Iam te premet nox, fabulaeque Manes.
    17  et domus exilis Plutonia; quo simul mearis,
    18      nec regna vini sortiere talis,
    19  nec tenerum Lycidan mirabere, quo calet iuventus
    20      nunc omnis et mox virgines tepebunt.


1.  Il rigido inverno dilegua: al suo posto graditi zefiro e
primavera.
2.  Le barche, all'asciutto, con rulli son tratte di nuovo nel
mare;
3.  e le greggi non godono pi dell'ovile o il bifolco del fuoco;
4.  non pi bianchi i prati per la pallida brina.
5.  Ora Venere Citerea guida sotto la Luna le danze:
6.  leggiadre, per mano alle Ninfe, le Grazie.
7.  battono a tempo col piede la terra, mentre Vulcano sorveglia,.
8.  tra il fuoco, nelle fucine, il duro operar dei Ciclopi.
9.  Ora puoi ornare col verde mirto sul capo i capelli lucenti.
10. oppure coi fiori che la terra al disgelo ha lasciato
sbocciare;
11. ora, all'ombra dei boschi, a Fauno puoi finalmente immolare.
12. sia che ti chieda un'agnella, sia che gradisca un capretto.
13. La pallida Morte, con piede imparziale, si appressa.
14. alle misere case dei poveri e ai palazzi dei re. O Sesto,
felice,.
15. della vita la breve durata ci vieta cullare speranze lontane.
16. Gi ti sovrastan la notte - e i Mani, una favola -.
17. e l'angusta dimora di Pluto: dove entrato una volta.
18. non pi ti daranno i dadi la sorte di re del convito,.
19. n pi potrai rimirare il tenero Lcida, che tutti i giovani.
20. infiamma e domani far sospirar le fanciulle

 (traduzione di L. A.).

